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SERAK-SERA-SERAH-PUNCAH SERAH

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Il Serak Silat è un’antica arte marziale, che ha un’origine molto lontana nella cultura Majapahit, temprata da secoli di combattimento reale, sia armato che a mani nude. Codificato con la conoscenza e l’attenta analisi di un grande esperto di arti marziali, Pendekar Victor De Thouars, che è il Maestro di Ustad Guru Dan Inosanto nel Serak Silat. Pendekar Victor De Thouars ha applicato le sue conoscenze di esperto ingegnere aereonautico per ottimizzare ogni aspetto delle tecniche, del combattimento e dell’insegnamento.
Hormat (rispetto e onore), pace, combattimento (capacità di combattere) sono i nostri princìpi fondamentali!

Nell’ampio e variegato mondo delle arti marziali, dagli anni ottanta il Silat (o Pentjak Silat, o Pencak Silat), l’arte marziale indonesiana, è diventato particolarmente popolare nella scena internazionale, tanto che, grazie alla sua grande efficacia, è stato rapidamente adottato in tutto o assorbito in parte nei sistemi di molti eserciti e reparti di forze speciali. Con il termine generico di SILAT, si comprendono tutte le arti marziali indonesiane, che sono oggi centinaia di stili, ma è accertato che i più antichi sono Cimande, Cickalong, Sera (o Serak), e Harimau a Sumatra. Questi stili di Silat, nel corso della loro evoluzione, si sono per certi aspetti influenzati a vicenda. Il fondatore del Sera Silat (conosciuto nel mondo occidentale come Serak Silat), fu Pa Sera (1783-1885), che a quanto pare aveva il braccio sinistro e la gamba destra deformi. Nonostante il suo handycap, egli fondò uno stile che divenne rapidamente famoso per l’efficacia e la potenza delle tecniche, associate ad una strategia molto fine e ad uno studio attento delle geometrie di combattimento. I principali discepoli noti di Pa Sera furono Emas Djoet (1840-1930), Emas Rhoen (1865-1938) e Emas Mustafa (1868-1938).
Senza dubbio l’uomo che per primo ha reso popolare il SILAT nel mondo occidentale, già a partire dai primi anni Sessanta, dedicando molto tempo alla codifica dello stile, è stato Pendekar Victor De Thouars, insieme con il fratello maggiore scomparso nel 2013, Pendekar Paul de Thouars.

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Pendekar Victor De Thouars ha ampiamente codificato sia le tecniche che metodi di insegnamento. Questo ammirevole insegnante capo-scuola del Sera/Serak Silat, ha avuto una vita molto avventurosa.
Nato da un marchese di origine franco/olandese e da una madre indo (con una bisnonna di origini Dayak), visse in Indonesia fino alla fine della seconda guerra mondiale, poi negli anni Cinquanta si recò nei Paesi Bassi (Olanda), passando per altri paesi europei (tra cui l’Italia), e poi si stabilì negli anni Sessanta negli Stati Uniti. Per gli Stati Uniti combatté anche in Vietnam, e poi fu negli Stati Uniti che diventò prima un esperto ingegnere aeronautico, e molti dei progetti da lui sviluppati sono in uso ancora oggi, e poi un pioniere nella ricerca sulle “Energie Rinnovabili”. Una vera passione per Silat, e in particolare il Sera Silat, distinse Pendekar Victor De Thouars fin da bambino, quando con l’aiuto di sua Madre iniziò a studiare in Indonesia sotto Pak Tisari Mardjoeki, allievo diretto del Emas Rhoen. Poi lo studio serio del Serak continuò negli anni ’50 nei Paesi Bassi, dove Victor De Thouars arrivò prima dei fratelli, sotto la guida esperta dello zio John De Vries (1890-1972), che aveva imparato Sera Silat direttamente da Emas Djoet. Così Pendekar Victor De Thouars fu certificato dallo zio anche nel lignaggio di Emas Djoet, a mio parere complementare a Emas Rhoen, per una conoscenza completa del Sera/Serak Silat.
La famiglia De Thouars in seguito si riunì negli anni Sessanta negli Stati Uniti: i fratelli Maurice (1928-2014), Paul (1930-2013), Victor De Thouars e Willem De Thouars (1936). Willem De Thouars divenne esperto di Kuntao, si trasferì nella California del Nord e poi in Colorado e sviluppò il suo proprio sistema di Kunlun Pai.
Paul e Victor restarono in California, e cominciarono ad allenarsi e ad insegnare Silat insieme nel nuovo continente.
Pendekar Victor De Thouars (1941), il fratello più giovane, divenne famoso per la sua forza fisica, era solito allenarsi spaccando noci di cocco a mani nude (lo fa ancora oggi !!!), e spezzando con le tibie tre mazze da baseball legate insieme, ma si occupò anche della meticolosa codificazione del Sera/Serah/Serak Silat nelle due scuole da lui studiate (Emas Djoet e Emas Rhoen), aiutato anche dalla sua particolare forma mentis di ingegnere aeronautico. Tuttavia egli divenne esperto anche in altri stili di combattimento come la Scherma, in cui egli è “Maestro”, il Muay Thai, la Boxe, il Judo. Sposò Jane F. de Thouars, che divenne esperta di Puncah Serah Silat ed è anche esperta di Aikido, il suo Maestro di Aikido Shihan Francis Takahashi ha portato molti Maestri di Aikido dal Giappone agli Stati Uniti nel corso degli anni.
Quando il fratello maggiore Maurice tornò in Olanda, la guida del Serak Silat passò al fratello Paul, come era consuetudine a quei tempi, perché Paul aveva 11 anni più di Victor. In seguito il fratello Paul nel 1982 decise di lasciare a Pendekar Victor De Thouars la guida del sistema del Serak Silat. Egli rilasciò anche a Victor un “Certificato di Completamento” (da noi pubblicato), che indica che Victor De Thouars aveva completato il sistema già nel 1964, e indicando nello stesso documento che Maha Guru Victor De Thouars avrebbe preso il suo posto nel titolo del Pendekar, come è stato annunciato anche in un video del 1987 realizzato da Tortoise Video, di proprietà di Al Iba.
Pendekar Victor De Thouars è l’unico Gran Maestro (Maha Guru) ad aver codificato il sistema con meticolosa attenzione ai dettagli e al programma, il che è impossibile da trovare oggi anche in Indonesia (villaggi di Bogor e Bandung), a causa di un pessimo sistema di comunicazione, per via di una mancanza nella trasmissione delle tradizioni, e perché in Indonesia ciò è più conosciuto come Serak Silat, viene dal lignaggio di Emas Mustafa, ma purtroppo Emas Mustafa aveva prematuramente interrotto i suoi studi con Pa Sera. A causa di errori nelle registrazioni, seguenti alla partenza delle Famiglie de Vries e de Thouars dall’Indonesia, l’insegnamento di Emas Mustafa divenne difettoso, e ora molti sostengono di essere Maestri a West Java. Sarà imperativo nel prossimo futuro, poter condividere con i villaggi di West Java di nuovo le informazioni storiche riguardanti il loro stesso lignaggio giavanese di Silat, in particolare il Silat Serak, nei pressi di Kampongs vicino Bandung e Cilacap, e anche Ponti-Anak a Kalimantan. Certamente sarebbe un grande onore tornare a West Java dove tutto ha avuto inizio.
L’analisi del sistema realizzata da Pendekar Victor De Thouars è così dettagliata, che ha anche utilizzato formule matematiche e fisiche per spiegare lo sviluppo della forza fisica, i colpi, le proiezioni, le leve e gli squilibri. L’analisi delle migliori mosse in ogni posizione, secondo le diverse posizioni dell’avversario, e di tutte le possibili contromosse, sono progettate in modo accurato e con grande attenzione per le geometrie del combattimento, compreso l’allenamento su speciali piattaforme geometriche chiamate Pantjar.

Il sistema è quindi organizzato principalmente in:
(1) Preparazione fisica e condizionamento
(2) Principi (base-angolo-leva, ecc), la struttura adeguata, posizioni di guardia, modi di sviluppare la forza e la potenza
(3) Sequenze di colpi base e bersagli
(4) Garisan e movimenti di base
(5) 18 Jurus base in 3 differenti modi/Scuole: Emas Djoet, Emas Rhoen e Pa Sera, Armi del Sistema “da guerra” (Persentajatan Perang)
(6) versione con variazioni, analisi dettagliata dei singoli movimenti e relative applicazioni di:
a- Lathian Tiga, e studio dei Jurus sul Tiga
b- Sambuts, atterramenti con annientamento dell’avversario e concatenamenti
c- Tenjakan, set di tecniche di percussione (mani, piedi, gomiti e ginocchia) e collegamenti con i Sambuts
d- Buang, tecniche meno letali rispetto ai Sambuts, adatte per controllare l’avversario e renderlo innocuo senza provocare gravi danni
e- Esercizi di sensibilità, “Energy Drills”
f- Sambutan, sequenza di mosse e contro-mosse
g- Jurusan, 6 Jurus avanzati (compresi calci e movimenti a terra) e relativi esercizi
h- Langkah e Pantjar, studio dei movimenti e linee di forza attraverso figure geometriche e piattaforme
i- Masukan, studio delle entrate, in particolare sul Pantjar
l. Jurus e Sambuts con le armi, in particolare con il coltello Pisau. Queste versioni avanzate dei Jurus e dei Sambuts non sono la traslazione di quelli mancini nude, ma sono applicazioni differenti, che comunque possono essere utilizzate anche con le mani nude

Il programma richiede lo studio di molte armi, tra cui un particolare karambit (prodotto da noi), coltelli di diverse dimensioni (da piccoli, di nostra produzione, a molto grandi), Siku-Siku o Cabang o Trisula (corrispondente al Sai), spade, bastone corto dritto, Soempat bastone ricurvo, bastone appuntito, bastone lungo, frusta, molte altre armi particolari, e le armi nascoste.

Il programma è diviso in 10 livelli. Solo sono stati resi pubblici solo i primi 3 livelli, attraverso video didattici.
Questi 10 livelli sono a loro volta divisi in quattro fasi. I primi 3 livelli formano la prima fase, è la fase scolastica di base, chiamata Serak, nome dello stile indonesiano con l’aggiunta di una K.
La seconda fase, più avanzata, è chiamata SERA e comprende Jurus e tecniche realizzati con emozione e ritmo.
Poi abbiamo la terza fase detta Serah, che indica la conoscenza e la comprensione delle prime tre fasi del sistema.
L’arte nel suo aspetto più elevato inizia con gli ultimi due livelli.
Questa è la quarta fase chiamata Puncah Serah, con uso intensivo delle armi, una particolare attenzione alle entrate, alla padronanza di modi di creare potenza, e con una conoscenza dettagliata della migliore geometria di movimento e forza. Per “Puncah” si intende “colpire”, “tagliare”, “distruggere” e nella sua essenza significa “produrre energia”.

In Italia nostra scuola rappresenta Pendekar Victor De Thouars, organizza corsi e lezioni private di Puncah Serah, e soprattutto ha il piacere di invitarlo ogni anno.

Chiunque fosse interessato ad avere maggiori informazioni può contattarci
cell: 349-3232080
mail: info@summamaxima.com

Lista di Accademie Internazionali di Puncah Serah:
(1) Accademia Principale: Perris, California – Pendekar Victor De Thouars, Puncah Serah Ibu Jane F. de Thouars e futuro Guru Hymsys Maat
(2) Bell California: Maha Guru Horacio Rodrigeuz, con Bernard Aragon
(3) Marina Delrey California: Ustad Guru Dan Inosanto
(4) Charlotte, Carolina del Nord: Guru Karl Bolz
(5) Florida: PG Ron Raflowitz
(6) Texas: PG Charlie White
(7) Hilo Hawaii: Guru Kiley Alba
(8) California del Nord: PG. Todd Herrara
(9) Littleton, Colorado: PG: Dr. Charles Blome, e PG. Dr. Mary Blome
(10) New Brunswick – Canada: PG. Dr. Peter Lee
(11) Parigi, Francia: Guru Jean-Yves Pernot
(12) Venezia, Italia: PG Puncah Serah Marco Bellani, con il supporto di Riccardo Rolandi (Milano) e Arturo Gheller (Padova)
(13) Sicilia, Italia: praticanti Puncah Serah  Marcello Giannola e Angelo Cutaia
(14) In Tailandia: praticante Nyk Cowan
(15) Londra, Gran Bretagna: Barinderpal Singh

Informazioni speciali
Pendekar Victor de Thouars insegna Come fare l’antico Keris Mojopahit, (1) Aspetti principali del Keris (2) Utilizzo del Keris
Presto sarà disponibile “L’antico Keris Majapahit” in formato DVD

Summa Maxima provvede a supportare tutti gli studenti che seriamente si avvinano al sistema.  A tale proposito si organizzano seminari e lezioni private o semi private

Il prossimo evento internazionale con Pendekar Victor De Thouars sarà organizzato a Mestre Ve il 20-21 maggio p.v. .

 

Informazioni di contatto: PG Puncah Serah Marco Bellani
mail: info@summamaxima.com – 0039-349-3232080

 

Insegnanti Harimau

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Il Bowie

Da sempre i manufatti narrano la storia dei loro creatori, gli uomini. Così è anche
di oggetti molto particolari che accompagnano la storia umana dalla notte dei
tempi: i coltelli. Di tutti i tipi e di tutte le fogge, adatti ai più svariati usi, ne
hanno seguito l’evoluzione diventando “documenti” che ne narrano la
storia e le epopee. Il coltello di cui parlerò in questo articolo è proprio
la narrazione di un’epopea, quella del Far West americano.

Parleremodi James “Jim” Bowie (10/4/1796 – 6/3/1836), uno dei più famosi
eroi dell’epoca del West, a cui oggi si deve il nome di una tipologia
di coltelli divenuta di uso comune il BOWIE, tipico coltello
americano.

 

 

 

 

 

Tale termine è comunque utilizzato anche per identificare
una specifica forma della punta del coltello, a foglia, ossia convessa
nella parte inferiore e concava o rettilinea nella parte superiore, con però
controfilo solo parziale che mai supera un terzo della lunghezza della lama. Jim
Bowie, capitano delle forze della milizia texana, perse la vita il 6 marzo del 1836
nella difesa di Fort Alamo, vicino all’attuale Sant’Antonio in Texas. Assieme a
lui perirono altri due grandi eroi americani: il celebre Davy Crockett, e William
Barret Travis, comandante del forte, in una celebre battaglia che ricordò per
certi versi quella delle Termopili di Leonida. Meno di 200 texani, per metà volontari,
resistettero per 13 giorni (dal 23 febbraio 1836) all’assedio di oltre 1.700
messicani su un esercito che però contava circa 5000 uomini ben armati ed
equipaggiati, guidati dal sanguinario generale Antonio Lòpez de Santa Anna.
Alla fine furono tutti uccisi, ma diedero il tempo e lo stimolo al Generale Sam
Houston, amico di Jim Bowie, di riorganizzare le forze Texane e vincere le milizie
messicane nella celebre battaglia di San Jacinto del 21 aprile 1836. La fama di
Bowie non è però dovuta solo ad Alamo, ma anche ai numerosi duelli in cui risultava
sempre vincitore, il più famoso è quello di Sandbar. Di sicuro sulla narrazione
del personaggio c’è tanta mitologia, ma era un’epoca in cui i miti
nascevano molto facilmente, entrando in roboanti narrazioni giornalistiche o
addirittura nei romanzi d’avventura europei. Emilio Salgari nel suo romanzo.

 

Sulle frontiere del Far West, cita proprio il coltello Bowie, segno che la fama
dell’oggetto e del personaggio a lui legato erano andate ben oltre il continente
Americano. La fama di Jim Bowie fu duratura, tanto da entrare di diritto nella
cinematografia americana. Il suo personaggio divenne protagonista di molti
film, a partire dal 1915 fino ad arrivare al 2004 con: Alamo-Gli ultimi Eroi di
John Lee Hancock. La figura di Jim Bowie non mancò nemmeno nelle serie
televisive. Ma se il mito risulta ben codificato e inserito nei clichés dell’epopea
del West, moltissimi sono i misteri che avvolgono la sua figura reale, tra cui
anche quelli relativi al coltello da lui utilizzato maggiormente, in particolare nell’ultimo
scontro ad Alamo. Questo perché il coltello bowie ha subìto molte modificazioni
sin dalla sua nascita, tanto che risulta difficile avere la certezza storica
di quale usasse lo stesso Jim Bowie. Informazioni certe e sicure in proposito
non ve ne sono, ma i modelli più accreditati dagli storici sono probabilmente il
Bart Moore bowie (oggetto del presente articolo) e il Musso bowie, così chiamati
dal nome del loro proprietario. Il combattimento con il coltello comunque
richiede caratteristiche ed elementi specifici, che possiamo ritrovare certamente
nel BART MOORE BOWIE, qui presentato in tre prestigiose riproduzioni eseguite
sulla falsariga del cimelio Moore, la prima nel 1985, (in edizione limitata)
dalla statunitense Franklin Mint; la seconda in versione custom, con lama in
acciaio damasco realizzata verso la fine del secolo scorso dall’artigiano statunitense
Robert Blasingame, e la terza un esemplare specificatamente realizzato
su mia richiesta da John Fitzen, famoso coltellinaio ed armaiolo statunitense,
fine conoscitore dei metalli. Il nome BART MOORE BOWIE lo si deve a James
F. Moore che avrebbe ricevuto il coltello nel 1890 da un soldato messicano che
partecipò alla battaglia di Alamo, come pagamento di un debito di cinque dollari.
Secondo il racconto di Moore il messicano avrebbe recuperato il coltello
dal rogo acceso per cremare le vittime, tra cui Jim Bowie. Accortosi che il coltello
di Bowie era stato buttato nel rogo, assieme al suo proprietario, ritornò
dopo qualche giorno per recuperarlo. È evidente che se tale episodio fosse
veritiero si sarebbe salvata solo la lama, in quanto l’impugnatura in legno sarebbe
stata bruciata e i finimenti, codolo, guardia e collare (parte dopo la guardia)
si sarebbero dovuti staccare e perdersi nelle braci. Gli esami compiuti sulla
lama del cimelio la fanno comunque risalire all’epoca di Bowie, mentre le saldature
su guardia, impugnatura e finimenti ricreati lo farebbero risalire alla fine
dell’Ottocento.

BY MARCO BELLANI • PHOTO BY ALESSANDRO BOSCOLO AGOSTINI

Il Gm Bram Frank CSSD-SC

Il Gm Bram Frank sin dagli anni ottanta ha assunto un ruolo di primo piano tra i Maestri di combattimento con il coltello, distinguendosi anche per le abilità di disegnatore ed inventore  di  alcuni elementi distintivi dei suoi coltelli  (come l’apertura cinetica e l’indexing), poi nel tempo divenuti di uso comune (ma per questi  aspetti  dedicheremo altro articolo).

Il metodo del Gm Bram Frank trae origine dal Modern Arnis del Gm Ramy Presas, a cui però si sono sommate anche le esperienze nel Wing Chun, nello Small Circle Jiu Jitzu, nei Punti di Pressione (Kyusho) e nei sistemi americani di combattimento con il coltello (dall’utilizzo dei grandi bowie ai metodi WWI e WWII).  L’Architettura del CSSD-SC,  ossia Common Sense Self Defense Street Combat, è assolutamente originale e parte dal tentativo di ordinare il caos che si crea in un combattimento, ossia l’infinito numero di combinazioni  possibili, risposte e contro risposte, suddividendolo in semplici combinazioni, routine, generalmente di 3 colpi, che poi a livello avanzato vengono riassemblate, inserendo variazioni e possibilità di  chiusura del combattimento.  Lo studio è rivolto al Close Combat, ossia al combattimento di corta distanza, ma con il principio di mantenere in ogni momento il controllo della situazione, utilizzare la forza in modo progressivo e non orientare quindi necessariamente l’azione ad eliminare immediatamente  l’avversario.   Il sistema, pur nella sua semplicità, consente di  acquisire in breve tempo elevate capacità nel combattimento ed è stato particolarmente apprezzato da militari e corpi  speciali di diverse nazioni, tanto che  il Gm Bram Frank è stato ufficialmente decretato “IL PADRE DEL COMBATTIMENTO CON IL COLTELLO ISRAELIANO”  e ogni anno si reca almeno una volta, ormai da quasi 30 anni, in tale nazione  per diffondere il suo sistema

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Uno dei concetti fondamentali è spiegare come per fermare un avversario non solo non sia necessario ucciderlo, ma anche meno conveniente, in quanto spesso agendo su punti non immediatamente letali si può arrestare più rapidamente l’azione del l’avversario  e non incorrere nelle ovvie conseguenze che un’uccisione, anche giustificata, può comunque portare.  Per tale ragione il Sistema del GM Bram Frank spesso è stato simpaticamente definito un sistema per good guys  “ragazzi buoni”, ma non per questo meno efficace, …anzi

Per comprendere a fondo tale concetto  devono essere studiati  gli  effetti dei tagli nel corpo umano e la Sua biomeccanica.

La conoscenza della  tecnica di taglio consente di  fermare la capacità di reazione dell’avversario, intaccando le Sue capacità di movimento, senza per questo causarne la morte.

Il corpo umano  deve essere considerato come una  macchina complessa, dove muscoli, tendini e  tessuti connettivi ne permettono il movimento. Andando ad interferire con questi  è possibile  bloccare il movimento del corpo o di una parte di esso.

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I Target:

Le dita della mano e l’avanbraccio:

In filippino viene detto defanging the snake o breaking the snake’s  teeth, ossia rompere i denti del serpente e gli schermitori occidentali  lo chiamavano più semplicemente “disarmo”.

Questo è il primo target al quale possiamo mirare contro un avversario armato. L’avversario se colpito perderà l’arma o la porterà in posizione difensiva.

  • DITA: generalmente tagliando le dita dell’ avversario si fermare l’attacco. Le dita della mano hanno moltissimi nervini, legamenti e tendini, per cui apportando una lesione in questi elementi l’avversario verrà disarmato,  non avendo più la capacità di trattenere l’arma.  Da tenere presente che le dita di un amano sono piccole e quindi facili da rompere e da tagliare.
  • MANO: iI taglio della mano, sia nel lato superiore che inferiore (palmo) causa danni molto gravi e ne impedisce l’utilizzo. Tagliare la parte superiore della  mano causa un gran sanguinamento e impedisce alla mano di aprirsi. Il taglio del palmo della mano impedisce alla mano di chiudersi, in più possiamo facilmente arrivare al taglio del pollice, il che impedisce di trattenere qualsiasi cosa (e procura  gran dolore e shock) .
  • AVAMBRACCIO: l’avambraccio è una zona facile da raggiungere e ha molti target che causano effetti diversi.   Tagliando  i muscoli nella parte esterna si tagliano i nervi estensori che servono al movimento di apertura delle dita della mano. L’interno dell’avambraccio contiene i nervi principali che controllano il polso e il pugno e passano le arterie. Intervenire con un taglio in questa zona causerà danni ai nervi flessori che manterranno la mano chiusa, impedendone l’apertura.

Bicipiti e Tricipiti

  • La funzione del bicipite è far sollevare il braccio e di permetterne il piegamento. Tagliando il bicipite l’avversario non potrà più piegare il braccio la sua posizione sarà rigida e dritta.
  • Il taglio del tricipite causerà invece l’effetto contrario, ovvero l’avversario non potrà estendere il braccio. Questa è la classica posizione del bloccaggio definito a ”collo di cigno

 

Parte superiore del braccio: spalla; trapezio, deltoidi e petto

 

  • Il taglio al deltoide anteriore e del deltoide laterale interrompe la funzione di

rotazione del braccio, nonché di adduzione orizzontale del braccio. Il Taglio al deltoide posteriore impedisce l’estensione del braccio.

Agendo con un taglio alla spalla si inibisce la rotazione del braccio.

Taglio i trapezi  si ferma la rotazione verso l’alto del braccio come pure il sollevamento del braccio.

 

Precisiamo che non serve andare tagliare il dorso o il petto dell’avversario, in quanto può essere letale. Il nostro scopo è disarmare l’avversario e non provocarne la morte  e poi essere  accusati o incriminati di Omicidio.

Gambe e fianchi, Glutei e ginocchia.

Anche questi target sono molto efficaci e vanno ad incidere nella stabilità dell’Avversario,  causando lo squilibrio.

  • Difficilmente un avversario armato si aspetta un attacco alle gambe, per cui tale azione può risultare molto efficace, arrestare il movimento del avversario e causarne la caduta.
  • Anche i glutei sono una zona molto efficace per arrestare un avversario, il dolore provocato da una lesione in questa parte del corpo è molto forte e provoca difficolta di movimento.
  • Il taglio al ginocchio può risultare più difficile, perché necessita di maggiore pressione, tuttavia si attaccano molti muscoli e i danni creati posso quindi essere  molto gravi.

 

Se volete approfondire l’argomento ed ottenere maggiori informazioni vi raccomandiamo i corsi SummaMaxima.

 

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PENKAT SILAT

PENKAT SILAT

Ci sono molti insegnanti di Penkat Silat negli USA.

Alcuni buoni altri un po’ ingannevoli

Guru Eric Kruk è una della gemme nascoste nella comunità Silat negli USA

Il suo approccio non convenzionale al sistema Harimau è molto ricercato

Colori i quali hanno incrociato le mani con Guru Kruk possono testimoniare la sua dinamica abilità di muoversi in ogni direzione con una tecnica semplice ma tremendamente efficace

Guru Kruk è un uomo semplice di umili origini

Questo sottolinea nella sua vita giornaliera e questo richiede ai suoi studenti

Mi ha spesso detto che l’umiltà è la chiave nell’addestramento nel sistema Harymau

In oltre è una caratteristica che desidera dai suoi studenti.

 

 

INTERVISTA  MIKE BLACKGRAVE A GURU ERIC KRUCK MAESTRO PENKAT SILAT A PHOENIX ARIZONA. 

Michael Blackgrave : Da quanto pratichi arti marziali e quali sistemi hai studiato nel corso degli anni?

Guru Eric Kruk :Ho iniziato studiando WING CHUNG KUNF FU per un anno

Ho poi studiato con Sifi Paul Marrero WU-WEI GUNG FU,JKD e MANDE MUDA PENKAT SILAT per circa 6 anni. Qui sono stato introdotto allo studio del Penkat Sylat indonesiano

Sono stato colpito dal BARINGIN SAKTI PENKAT SILAT e mi alleno diligentemente nel sistema

ormai da 11 anni

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Michael Blackgrave : Perchè il BARINGIN SAKTI PENKAT SILAT -cosa ti ha portato al scegliere questo stile

Guru Eric Kruk :Le ragioni che mi hanno portato ad addestrarmi nello stile BARINGIN SAKTI PENKAT SILAT sono l’efficacia e il reale approccio al combattimento,uno stile che si adatta all’attacco dell’aggressore

Lo stile è basato su movimenti istintivi impostati su tecniche precise

Sono rimasto molto colpito nella capacità  con cui un praticante può lottare a terra,rialzarsi,cambiare posizione per confondere quelli che lo attaccano.

Un altro aspetto che mi ha impressionato è stato il fatto che i praticanti Harimau usano  davvero diversi metodi di attacco che comprendono ginocchia colpi inferti con il palmo della mano,calci e manipolazioni cervicali. Sono rimasto sbalordito dalla velocità degli attacchi che si possono infliggere con tanta velocità e ferocia da lasciare nell’impossibilità di reagire l’aggressore.

Quando mi alleno nel Silat posso sentire ogni movimento del corpo

Michael Blackgrave :Alcuni dicono che i polemici stanno rovinando le arti marziali,che ne pensi e quale è la tua opinione?

Guru Eric Kruk :Penso che ci saranno sempre i polemici nelle arti marzili. Possono rovinare le arti marzili in diversi modi. Comunque  chiunque mi conosce sa che non ho tempo per polemiche e gossip che spesso accompagnano uno stile.

Suppongo che alcune persone hanno più tempo di altre per questi futili discorsi

Le arti marziali ci sono sono state tramandate nella speranza che restassimo umili e per la possibilità  di crescere come esseri umani in tutti gli aspetti della vita

Penso che l’aspetto più rappresentativo di un insegnate di arti marziali sia non farsi coinvolgere

nelle discussioni polemiche

occuparsi dei propri affari,concentrarsi sull’addestramento e trasmettere la propria conoscenza.

Un altra cosa è il sostegno agli altri stili e insegnati

Molti di noi oggi non sarebbero  dove sono senza l’aiuto di altre persone

Le persone tendono a dimenticarlo con il tempo

Saranno sempre gelosi o invidiosi degli altri

Preferisco dare un solido esempio su quello che faccio

Spero che gli altri imparino dalle mie azione e non dalle mie parole

Michael Blackgrave :Nel modo di oggi potenzialmente pericolo pensi che le persone si avvicinino

a questi stili per paura è qualcos’altro?

Cosa pensi che porti le persone ad avvicinarsi a questo tipo di stile?

Guru Eric Kruk :La nostra società sta cambiando. Questo a mio parere istillerà sempre paura  nelle persone persuadendoli a cercare soluzioni per la sopravvivenza. Come insegnate di un sistema pronto al combattimento reputo necessario indirizzare queste persone ad un solido stile tecnico e ad una mentalità dove le persone non devono avere paura.

Con il tempo abbracciano questa filosofia e attraverso l’addestramento imparano a gestire diverse situazioni. La violenza sarà sempre una parte della vita

Posso solo parlare delle esperienza avuta attraverso le persone e quanto insegno con l’Harimau

Gli allievi vengono per molti motivi e alcune volte per le ragioni sbagliate.

Ho studenti che vogliono imparare per proteggere se stessi o i loro cari

Altro aspetto è rappresentato da quelli affascinati dallo stile e dall’efficacia in combattimento

Alti che vogliono sperimentare qualcosa di diverso

Ogni allievo ha le sue esigenze ma la cosa più importante e che tutti si allenino assieme con umiltà

,integrità e rispetto reciproco

Michael Blackgrave : Sei favorevole all’addestramento con altri sistemi ?

Guru Eric Kruk :Si penso abbia grande importanza,ho praticato diverse altre marziali prima di approdare al  BARINGIN SAKTI PENKAT SILAT. Pratico tuttora diversi concetti degli stili studiati in passato.

Sono un fermamente convinto che gli studenti debbano avere un solido back ground prima di confrontarsi con altri stili.

Il problema è che al giorno d’oggi gli studenti praticano per poco tempo saltando da un sistema all’altro senza reale apprendimento di un singolo stile

Per mia esperienza istinto naturale e abilità affinate ti terranno in vita non la teoria

Michael Blackgrave :Quale importante ruolo gioca l’Harimau nella tua vita quotidiana?

Guru Eric Kruk : L’Harimau gioca un ruolo importante nella mia vita.

Principalmente mi ha insegnato ad essere un guerriero silenzioso

Faccio la vita di tutti i giorni lavorando prendendomi cura della mia famiglia e allenandomi

Quando devo usare le mie conoscenze vengono fuori naturalmente.

Lo stile Harimau mi ha insegnato ad essere umile a supportare gli altri oltre a darmi la possibilità di svolgere un lavoro caritatevole in Indonesia

L’addestramento mi ha inoltre dato consapevolezza dell’ambiente che mi circonda e delle persone

Mi sorprendo spesso a osservare attentamente i gruppi composti da diverse persone.

È un aspetto comune nel nostro addestramento

Nel mondo odierno cosi violento è un abilità che apprezzo molto

Michael Blackgrave :Puoi spiegarci l’importanza  che ricopre il Silat nella comunità indonesiana?

Guru Eric Kruk : Il Penkat Silat ha un ruolo molto importante nella comunità indonesiana.

La cultura,la danza,la musica assieme al Silat sono aspetti fondamentali di come un indonesiano vive la vita di tutti i giorni. Diviene qualcosa di più di un arte marziale.

È vita per come loro la comprendono all’unisono con le pratiche religiose

Come molti sanno Il sialt è stao praticato per centinaia d’anni in Indonesia.

Quando nazioni straniere hanno occupato la terra,era un mezzo per le persone di difendere i loro familiari la loro nazione i loro raccolti. Al giorno d’oggi è comune per i bambini delle scuole elementari praticare il silat come una classe  in aula scolastica.

Il penkat silat è anche usato come divertimento nei villaggi dove le persone non possiedono radio o televisioni. Le persone viaggiano da tutte le provincia per assistere alle dimostrazioni dei maestri e degli stili da loro rappresentati

Credo che il Silat dia grande onore al popolo indonesiano, è stato trasme4sso di generazione in generazione.

Michael Blackgrave:Molti non avranno mai la possibilità di addestrarsi in Indonesia,puoi spiegarci i vantaggi per una persona di andare ad imparare l’arte dove è nata?

Guru Eric Kruk : So perfettamente che molti non hanno possibilità di recarsi in Indonesia per allenarsi nel Silat, richiede grande devozione,tempo e denaro.

Comunque è una cosa che raccomando.

Si impara molto di se stessi recandosi in una località meravigliosa come l’Indonesia

Si può imparare molto dalla cultura il cibo la storia le persone e l’ospitalità  che l’indonesiano vi darà.

Riguardo all’addestramento è un grande onore  allenarsi in uno stile cosi vecchio nella storia e trasmesso dalle generazioni.

Al giorno d’oggi esiste molto del Silat che non viene mostrato agli stranieri.

Ai pochi che vengono con me in Indonesia dico sempre che tornati a casa non saranno più le stesse persone.

Michael Blackgrave:Cosa rende il  BARINGIN SAKTI PENKAT SILAT cosi efficace?La durezza nell’addestramento,la semplicità?Spiegalo per favore a parole tue.

Guru Eric Kruk : Penso che ciò che rende cosi efficace il BARINGIN SAKTI PENKAT SILAT sia la semplicità. I jurus sono movimenti praticati per attaccare.

Il foot work e l’allenarsi a uscire dagli attacchi degli avversari sono i nostri obbiettivi.

Reputo cruciale allenarsi a ripetizione nelle tecniche di attacco.

Con questo metodo gli studenti migliorano e perfezionano la loro tecnica costantemente. Il respiro e il rilassamento sono obbiettivi per gli studenti per imparare a colpire con potenza e per portare a terra l’avversario e a non andare in panico quando sotto attacco. Questo sistema è nato per affrontare aggressioni multiple.

Il più delle volte con i nostri movimenti riusciamo a vedere cosa l’aggressore stia  per fare e ad impedire il completamento dell’attacco.

Mi piace addestrare i miei studenti con metodi di psicologia da combattimento

Dico sempre nei miei seminari che insegno quanto io fare se coinvolto in una rissa da strada

Adoro tutti quegli insegnati che dicono che non sei pronto per addestramenti superiori o lezioni private quando di fatto non esistono cose come tecniche segrete o addestramenti segreti.

Un maestro di arti marziali o conosce il suo mestiere o non lo conosce.

Mi piace essere chiaro quando insegno o combatto.

Se non conosco un argomento non lo conosco se lo conosco lo insegno

Come Maestro nell’ BARINGIN SAKTI PENKAT SILAT devo insegnare onestamente alle persone la brutale efficacia del sistema.

Michael Blackgrave:Quali sono i tuoi piani per il futuro?

Guru Eric Kruk :Semplice,continuare a vivere e ad allenarmi ogni giorno è per me sufficiente. Continuerò  ad usare parte dei miei proventi per aiutare i bambini negli orfanotrofi indonesiani per dare loro possibilità di vita migliore.

E a Dio piacendo trasmettere l’arte con cui sono stato umilmente benedetto.

Spero che il BARINGIN SAKTI PENKAT SILAT sia riconosciuto in tutto il modo come sistema di combattimento valido per la difesa e altro.

Continuerò con i miei seminari per formare le persone nella cultura Indonesiana e nel Penkat Silat.Il mio obbiettivo è fare si che gli Indonesiani siano orgogliosi delle loro arti marziali che hanno trasmesso a me e al mondo.

 

 

 

 

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