Altri sistemi Combatives

ALRI SISTEMI  COMBATIVES

La nostra ricerca nei sistemi Combatives e di Close Combat Militare e/o di Law Enforcement è continua ed ovviamente coinvolge una panoramica di Sistemi ben più ampia di quella per cui abbiamo esposto le schede e di cui insegnamo  programmi completi.  Già ad oggi i nostri studi si sono estesi ai sistemi e alle tecniche utilizzate dai Corpi Speciali Tedeschi (Robert Ramos e Florian Lahner che rappresentiamo), Statunitensi (in cui vi è una grande passione per Kali e Silat), Francesi, Inglesi, Israeliani (Gm Bram Frank the l’altro è stato nominato Padre del Combattimento con il Coltello Israeliano) ed Indonesiani (Kopassus, a cui anche Gm Eric Kruk ha insegnato per diverso tempo) ed ovviamente Italiani

 CQC NIGHT COMBATIVES

INTERVISTA A PANGULONG GURO KRISHNA GODHANIA.

Guru, come si è avvicinato alle Arti Marziali Filippine?

KG – avevo solide basi in Karate e Box,  quando ho iniziato lo studio del Kali ed Eskrima e ciò mi ha consentito di trovare subito una buona confidenza con gli skills a mani nude delle Arti Marziali Filippine. Ciò che mi indusse allo studio del Kali fu un incidente che occorse ad un mio cugino, in seguito ad una aggressione con un coltello.  Mio cugino, sebbene fosse un abile combattente a mani nude, prese delle decisioni sbagliate nel difendersi contro un l’aggressione di coltello e ne pagò le conseguenze.  Nello stesso periodo avevo letto un articolo di Guru Dan Inosanto (nelle sue colonne mensili all’interno della rivista  Inside Kung Fu magazine) circa l’efficacia e l’utilità pratica delle tecniche filippine a mani nude contro coltello.

Erano gli anni ’80 e non c’era internet o DVD e anche i video su tale soggetto erano molto scarsi.

Contattai quindi Guru Bob Breen, le cui conoscenze in merito al combattimento con il coltello filippino erano e sono molto rispettate.  Dopo 4 anni di studio con lui iniziai i miei viaggi di ricerca nelle filippine, che mi portarono a studiare il Warriors Eskrima con il GranMaster Abner Pasa (www.warriorseskrima.it), un esponente molto esperto delle Arti Marziali Filippine.

 

Può raccontarci cosa la ha portata a studiare il Warriors Eskrima con Gm Abner Pasa invece degli altri stili di Arti Marziali Filippine?

KG –  prima di tutto Guru Bob Bremer qualificò Abner Pasa “Uno dei migliori schermitori con cui si era mai allenato”.  Bob si è allenato con molti grandi Schermitori Filippini ed io rispetto la sua opinione, per cui mi influenzò molto nella decisione.

Gm Abner Pasa, un uomo molto pratico, con molta esperienza di mondo reale e mente tattica, mi impressionò subito con le sue abilità e skills nello sparring freestyle. Allenarmi con lui mi ha dato delle solide fondamenta in Eskrima e le sue abilità di insegnate mi hanno consentito di apprendere molto velocemente.

Mi sto allenando con lui ormai da 22 anni ed ancora continua ad ispirarmi con la sua maestria nella conoscenza delle sfumature delle Arti Marziali Filippine.

 

L’altro sistema che insegna è il Sayoc Kali, come e perchè ne ha iniziato lo studio?

KG – sono stato introdotto a Pamana Tuhon Chris Sayoc da Guru Mark Wiley a un seminario in Philadelphia nel 2002. Avevo saputo della grande evoluzione del Sistema Sayoc Kali (www.sayoc.it)  dagli anni novanta e ho il piacere di studiarlo ormai da 12 anni.

Quello che mi ha affascinato del  sistema è il livello di dettaglio nell’uso del coltello. Lo studio dei Vital Templates (Obbiettivi vitali) ha ampliato significativamente la mia conoscenza dell’anatomia e come sopravvivere ad attacchi di arma da taglio.  La pratica dei Transiction Drills (Drill sulle transizioni o flussi) della Famiglia Sayoc ha portato la mia sensibilità tattile ad un livello più elevato. La sensibilità tattile è un attributo essenziale che bisogna avere e sviluppare per sopravvivere agli attacchi di coltello.   Inoltre il Sayoc Kali è un sistema ben strutturato e ha un curriculum (programma di studio) progressivo che contiene molte formule (principi e regole) per imparare ed insegnare il sistema.  Se vuoi acquisire skill pratici ed utili per la difesa da coltello o semplicemente ampliare i tuoi skill, il Sayoc Kali è un sistema superbo da studiare.

 

Il Governo EU ha emanato della legislazione per restringere l’uso di certe armi usate nelle Arti Marziali , come senti che questo impatta nell’allenamento nelle Arti Marziali Filippine in Europa?  Sei preoccupato per tali restrizioni?

KG –  non sono preoccupato per queste restrizioni, in quanto tutti gli istruttori di Arti Marziali Filippine responsabili insegnano con armi da allenamento sicure e questo è il motivo perché usiamo bastoni in rattan, invece di armi affilate quali bolo (macete) e i coltelli da allenamento che usiamo sono in allumini e non affilati.  Comunque non usiamo coltelli da allenamento in gomma flessibili, che sono sicuri ma non realistici.

Molte delle armi che sono ora proibite, come il Balisong (coltello a farfalla) o Tabak Tayok (Nunchaku), sono state purtroppo utilizzate in modo pericoloso da criminali contro le loro vittime.

Ci sono armi tradizionali che richiedono considerevole allenamento per maneggiarle senza ferirsi, ma la realtà è che i criminali usano più armi occasionali o oggetti di  uso comune quali coltelli da cucina, taglierini o lame improvvisate – come carte di credito affilate o tagliabalsa.  Così sebbene i Governi possono avere buone intenzioni nel vietare armi specialistiche, in realtà non offrono una soluzione a lungo termine del vero problema.

 

Qual’è il maggior vantaggio nell’allenamento delle FMA rispetto alle altre Arti Marziali in cui ti sei allenato?

KG –   Le Arti Marziali Filippine che ho studiato sono molto complete, in quanto coprono tutte le distanze del combattimento e tipologie di armi, da armi da lancio, flessibili, armi da percussione o da taglio e tecniche sofisticate senza armi. Insegnano anche come combattere in gruppo o contro più avversari, elementi fondamentali  per imparare a sopravvivere ai diversi tipi di attacco.

Altre Arti Marziali Filippine  spesso si focalizzano più su aspetti sportivi e sono praticate ad esempio da  coloro che vogliono partecipare ai combattimenti di bastone (stick fighting).  Il bello del Kali-Eskrima è che ha qualcosa da offrire ad ognuno e  può essere allenata in modo leggero o più forte, per cui è un’Arte duttile e multiforme.

 

Alcuni stili di FMA sono stati criticati da circoli di Arti Marziali a causa dell’enfasi che danno all’uso di coltelli e si ritiene che ciò possa determinare una predisposizione mentale malsana e incoraggi paranoia tra i partecipanti, desidera rispondere a questa critica?

KG – prima di tutto, per capire un’arte marziale bisogna investigare su quali attributi lavora e come si sviluppa.  Dopo una delle mie prime sessioni di allenamento, molti anni fa, ricordo che chiesi ad Abner Pasa “cosa avrebbe fatto se non avesse avuto un coltello?”  Lui mi guardò sorpreso e disse “perchè non avrei dovuto avere un coltello?”  La risposta rivelava che le Isole Filippine hanno sempre avuto una tradizione di armi da taglio.

Ora, quando un’Arte Marziale lascia la sua terra nativa ed emerge in un luogo differente si verificano certi adattamenti al nuovo ambiente.  Conseguentemente molti insegnati di FMA in UK adattano i movimenti del combattimento con il coltello a una penna o ad una matita e le tecniche di bastone vengono traslate e adattate a riviste piegate od ombrelli.  In questo modo vi è un trasferimento di skill ad utensili di uso comune non vietati.

Alcuni confondono la paranoia con l’attitudine a sviluppare una consapevolezza dell’ambiente circostante.  Essere fortemente consapevoli e preparati ad agire sulla base dei segnali e degli stimoli che possono arrivare dall’ambiente circostante non è una situazione mentale negativa.

Profilare degli individui, usando tecniche di mappatura mentale, anche per rilevare lame nascosta e capire il territorio, sono caratteristiche che è necessario avere per reagire prontamente ad un attacco di coltello.

 

Il suo allenamento e ricerca Le hanno permesso di sviluppare abilità particolari, ha avuto delle esperienze in quelle occasioni inusuali  che desideri raccontarci?

KG – ce ne sono state molte, ma una più di altre mi torna in mente. Una volta stavo visitando un Gran Master di Eskrima, nell’isola di Cebu.  Mi stavo allenando al combattimento con il bastone con uno dei suoi allievi più esperti che provò una spazzata di piede. Io istintivamente feci una contromossa, annullai il suo attacco e lo disarmai dal bastone. Il Gran Master si alzò di scatto e mi venne velocemente incontro, finse un attacco alto e mi colpì invece violentamene ad un  ginocchio (posso ancora sentire il dolore di quell’attacco). Quello che ho realizzato in un secondo tempo è che il disarmo da bastone aveva causato una perdita di immagine e che nelle Filippine, per ragioni culturali, ciò era percepito come una sfida. La reputazione dello stile (offeso dal mio gesto) doveva essere ripresa dal Gran Master che per questo reagì tal modo.  Fu una lezione che mi disse molto circa la Cultura delle Arti Marziali Filippine

 

Se avesse più tempo preferirebbe allenarsi in un’altra Arte Marziale o di più in una di quelle che già studia ed insegna?

KG –  negli ultimi 30 anni ho avuto il privilegio di allenarmi nel tempo in diverse Arti, come

Tetsudo Karate, Western Boxing, Brazilian Jiu-Jitsu, and Jeet Kune Do Concepts.

Comunque il Kali e l’Eskrima sono le Arti in cui mi sono specializzato. Warriors Eskrima e Sayoc Kali sono sistemi davvero completi e vasti, in quanto hanno molti settori sviluppati in profondità.  Per avere una Maestria nei diversi settori devo quindi allenarmi e studiare solo questi sistemi. La leggenda dell’Eskrima, Grand Master Ciriaco “Cacoy” Canete, una volta mi ha detto che stava ancora cercando di migliorare la sua Eskrima, anche se si stava allenando già da 75 anni! Che pensiero modesto.

 

Molti Marzialisti esperti nel combattimento a mani nude, sembrano aggiungere nel loro repertorio elementi delle Arti Marziali Filippine, pensi che ne possano beneficiare? 

KG –   si, ne possono avere grande beneficio.  Infatti questo è uno dei motivi per cui le Arti Marziali Filippine sono cresciute di popolarità inizialmente e continuano ancora oggi a destare interesse. Penso che diversi esperti di Arti Marziali senza armi apprezzano l’allenamento pratico con le armi delle Arti Marziali Filippine e i suoi parallelismi con i movimenti a mani nude.  Ciò lo rende molto più facile da integrare e assimilare nella loro pratica.

 

Molti Marzialisti hanno avuto alti e bassi nel loro allenamento, potrebbe dirci  a tale proposito i suoi ricordi personali preferiti e il suo momento peggiore?

KG – ci sono stati molti momenti memorabili.  Ancora ricordo il ritorno a casa dalla mia prima lezione di Arti Marziali e come sentivo che ciò sarebbe stato un viaggio speciale per me. Avere studenti mi fa capire che ho un ruolo positivo per loro e mi aiuta a migliorare le loro vite, dandomi molta soddisfazione.  Il punto più basso è stato quando praticando le Arti Marziali ho subito consecutivamente dei traumi e sebbene trentenne  il mio fisico sembrava consigliarmi di cambiare professione, se continuavo su quella strada.  Ho capito quindi che non avevo alternative, ho accettato la realtà che dovevo ascoltare il mio corpo e su tale base adattare il modo di allenarmi.

 

Questo mi ricorda una conversazione che ho avuto con il mio insegnate di Pangamut (sistema di combattimento Filippino senza armi) – Estaneslao “Tanny” del Campo.  Tanny era stato un boxer professionista negli anni ’50 e aveva combattuto per il titolo mondiale un paio di volte e aveva trascorso una vita molto atletica. Allora settantenne gli chiesi come aveva fatto fronte alla riduzione delle performance fisiche e cardiovascolari conseguenti all’età. Lui mi sorrise e disse “non ho più bisogno di allenarmi fisicamente, io ho questo…” e mi mostrò un Panantukan Karambit (un Karambit con l’anello tra lama ed impugnatura)!   Aveva adattato il suo allenamento.

 

Come è possibile studiare con Lei in Italia?

KG – Guro Marco Bellani mi sta invitando in Italia da oltre 12 anni.  La sua organizzazione Summa Maxima (summamaxima.com) sta facendo un gran lavoro per promuovere in Italia il Warriors Eskrima e il Sayoc Kali.  Marco, già esperto anche di altre Arti Marziali, ha un gran rapporto e mutuo rispetto con altri Marzialisti Italiani di gran livello. Sono stato molto fortunato a lavorare con persone così e uno il M°Marcello Giannola, gà Maestro di Kyusho e socio di Marco, è diventato anche mio studente nel Kali Eskrima ed organizza regolarmente corsi a Palermo.

 

Può dirci qualcosa circa il suo regime di allenamento?

KG – per realizzare una maestria ed eccellenza nelle Arti Marziali bisogna seguire il seguente processo:

1)      Imparare = Acquisire nuovi skill motori (tecniche)

2)      Praticare = Ripetere, come si dice  “La ripetizione è la madre dei skill”

3)      Padroneggiare  = Sviluppare buona forma

4)      Attuare = Applicare (Sparring)

5)      Mantenere = Insegnare

 

Così nel mio allenamento personale mi piace aver un bilanciamento tra pratica, tecnica e drills, con molte ripetizioni – che consentono di mantenere buona forma. Mi alleno con equipaggiamenti specializzati e faccio sparring regolarmente, così posso migliorare il timing con cui applicare le tecniche. Insegno ogni giorno, che è un gran modo per mantenere la conoscenza complessiva.

 

Tutti gli Artisti Marziali hanno una particolare visione della relazione tra Maestro e Studente, quale è il suo punto di vista

KG – la richiesta principale di ogni Maestro è che gli studenti non diano un nome sbagliato alle Arti Marziali Filippine. Rispetta il tuo Insegnante, gli studenti  più anziani e quelli a seguire. Non parlare negativamente degli altri stili, perché ognuno ha qualcosa da offrire.  Non cercare combattimenti, ma fai attenzione, sii preparato e  pronto  a proteggere te stesso e i tuoi cari in ogni momento.   Credi in te stesso e nel tuo sistema, o come dice il mio Maestro Pamana Tuhon Chris Sayoc “abbi fiducia nel tuo allenamento”.

Kyusho di M° Marcello Giannola

Kyusho e la sua Integrabilità

Lo studio anatomico-funzionale integrato nell’arte marziale

La traduzione della parola Kyusho in “Punto Vitale”, mai come oggi è così aderente alla realtà, non è più da considerare solamente e strettamente collegata alle zone vitali ” del corpo umano ma anche, in termine di atteggiamento nei confronti di ciò che è realmente vitale nella conduzione della nostra vita di tutti i giorni. Uno status mentale appunto che ci porta a considerare Punti Vitali, tutte le problematiche a cui siamo costretti a affrontare nelle grandi città o metropoli in cui viviamo ed a cui porre rimedio,.

E’ da anni ormai che il kyusho è entrato a far parte dl quelle imprescindibili informazioni necessarie allo sviluppo personale In termini di miglioramento in diversi campi della vita reale quali possano essere principalmente : la Sicurezza, la Salute ed li Benessere. Negli anni passati a studiare il kyusho abbiamo riscontrato ampie possibilità di applicazioni ed ideato dei programmi Internazionalmente riconosciuti, basati sull’esperienza soprattutto in campi quali la Sicurezza con applicazioni inerenti la Protezione: Professionale (Forze dell’ordine e pronto intervento), Personale, Femminile, Familiare, Domiciliare, ed anche un programma Anti-abduzione per i piccoli ma ancora programmi per la salute ed il Benessere tramite il sollievo dal dolore causati da disturbi stagionali, passeggeri ma anche cronici agendo esclusivamente sul sollievo del dolore, ma ancora spesso si è portati a dare risalto ad un solo aspetto che è quello Marziale.

Da sempre le arti marziali dell’arcipelago Indonesiano ad esempio includevano l’utilizzo dei punti vitali a 360 gradi e quindi ritroviamo anche sequenze di tecniche che utilizzano questa conoscenza in certi stili di Pencak Silat denominazione ufficiale usata per Indicare l’arte marziale praticata in quest’area del sud-est asiatico: Indonesia, Malesia, Singapore, Brunei Darussalam, sud Filippine, sud Tailandia e anche varie isole vicine. Una costellazione di stili, ovunque rintracciabile, sia pure con variazioni nel nome e negli stili questi punti o zone, sono anche presenti nell’Arnis o Kali Filippino e tante altre arti orientali. Queste aree vitali, che comprendono anche aree molli non alienabili sembrano essere state utilizzate per millenni nei conflitti e nelle guerre In tutto il mondo ed altrettanto descritte in centinaia di pubblicazioni del passato, ora trovano una maggiore specificità visto le nuove conoscenze, che la scienza, attraverso lo studio dell’anatomia funzionale riscopre e ci consente di renderle utilizzabili In un conflitto. Quindi tale conoscenza ci porta oggi a non poter fare a meno di uno studio specifico di tali punti alla luce di un riscontro oggettivo anatomico funzionale che un buon marzialista non può non conoscere o si spera.

In questa serie tecnica vi mostro l’applicazione di alcuni semplici punti in una delle sequenze tecniche utilizzate nel Panantukan dello stile Warriors Eskrima, il Panantukan è la transazione da tecniche a mano armata di coltello a quelle a mani nude.

1-1011-19

La sequenza tecnica è la seguente:

Su Cross e diretto dell’avversario colpisco con dei hammer fist, utilizzando la parte contundente del polso, le braccia nei punti TW 5-6-7-8 (Fig.2,3) ; questi punti denominati cluster sono situati tra le depressioni intramuscolari del muscolo estensore delle dita ed Insistono sopra Il nervo mediano (una ramificazione Terminale del Plesso Brachiale e del braccio), nello stesso tempo utilizzo il mio gomito destro per colpire le falangi della mano dell’attaccante ed i suoi relativi muscoli (Estensor digitorum) (fig.4,4a)

fig.1, .2, 3, 4 per poi colpire il TW 11 (fig.5,6,6a), questo punto è situato sul tendine del Tricipite, muscolo antagonista del bicipide. Successivamente al colpo,fig.4a, 5, 6, 6a utilizzo ancora il punto H2 (fig.7,8,9,10) situato sul nervo ulnare appena sopra il gomito dove insiste anche l’arteria collaterale ulnare, lo utilizzo per ruotargli il braccio e consentirmi dl inserire li mio per una successiva chiave all’articolazione scapolo-omerale. fig.7, 8 , 9 , 10  mentre con l’altra mano premo i punti LI 18 (fig.11,12) posti sul collo in coincidenza del nervo cervicale trasverso, posto appena sopra il muscolo sternocleidomastoideo, debilitando l’intero corpo. Il colpo successivo sembra quasi scontato essere la testa, ma per motivi tattici e tecnici questa volta colpisco un punto della spalla, meno difficile da poter difendere a differenza della testa, (ecco spiegato) questo colpo di ginocchio lo sferro sul punto L1(fig.13) in quanto trova scoperto a causa della presa al braccio Tale punto situato tra i muscoli del deltoide anteriore e del grande pettorale ed è situato sopra la vena cefalica e un Insieme di nervi posti uno vicino all’altro come il nervo ulnare ell nervo cutaneo mediale.

fig.11, 12, 13 Da qui 2 possibilità o finire atterrando sulla sua caviglia sinistra con il mio piede destro e più specificatamente nel punto SP 6 (fig.14) situato 4 dita circa sopra il malleolo, osso sporgente della parte finale della tibia nella parte Interna della gamba, il punto si trova esattamente sopra la vena ed il nervo denominati entrambi safena. fig.14 oppure continuare ad applicare pressione sul punti LI18 ed realizzare la tecnica Puter Kapala per atterrare l’avversarlo mantenendo la leva sul gomito ed il ginocchio possibilmente sulla zona del TW17 (fig.18) appena sotto l’orecchio nell’area mandibolare dove è presente un plesso nervoso dove va esercitata una pressione contro l’estremità della mandibola. Successivamente facciamo un cambio di gamba andando a comprimere 11 punto del tronco SP 21 (fig.19) situato a metà tra la base del braccio e la parte superiore del fianco esattamente tra la 7a e 8a costola dove oltre a comprimere la cassa toracica, comprimeremo anche il nervo spinale toracico T07 ramo anteriore. Fig.15, 16,17,18,19. La sequenza tecnica precedente descritta tipica delle arti marziali filippine ed indonesiane è la dimostrazione di una possibile integrazione tra le arti marziali o sistemi di combattimento, con la conoscenza profonda dell’anatomia funzionale, un visione del Kyusho scevra da considerazioni esoteriche, deduzioni considerate veri e propri miti e teorie complicate.

Un ritorno Insomma, alle origini, quando anche gli antichi testi di origine indiani, cinesi e successivamente anche quelli giapponesi differivano nel considerare la stessa cosa l’arte di colpire i punti vitali ed I punti dell’agopuntura; in quanto li primo causasse maggiori e profonde debilitazioni rispetto alla seconda, così come si evince da scritti di scuole giapponesi come quella Takeuchi, Seigo, Muso e tante altre.

Concludo dicendo che il Kyusho, nella sua applicazione per la protezione personale, è l’arte dl debilitare il corpo dell’avversario in maniera profonda, ma necessita tempo ed una corretta Informazione e formazione, attraverso un metodologia di insegnamento funzionale, proprio come quella Insegnata dal Kyusho International® del Maestro Evan Pantazi, altrimenti, come scriveva il Maestro Henry Plée In merito all’arte di colpire I punti vitali, “…è estremamente facile restare a livello della sola conoscenza intellettuale.”

 

Marcello Glannola

CertIfyIng Instructor

Itallan Representative

Calendario Eventi

AGENDA 2018
 
13 Gennaio 2018 Biella primo raduno EUROPEO di JKD

25 febbraio 2018 PALERMO SummaMaxima Knife Fighting 

24-25 Marzo PARMA SummaMaxima Harimau Instructor Course 

7-8 Aprile  Special SERAK Class co Guru M Bellani e G. Jean Yves

15 Aprile  lezione speciale di recupero JKD BRANCHES

28-28 Aprile  Mestre  Corso Istruttori Warriors Eskrima e Sayoc Kali

Maggio  Special KALI Event

Giugno  Palermo Esami corso Warriors Eskrima e Sayoc Kali

29-30 Settembre   coso Warriors Eskrima e Sayoc Kali

Ottobre 2018    Guru Cecep Rahman   (lezioni private preiscrizioni)

 
AGENDA  2017
  • 01-02 Dicembre 2017 Mestre Krishna Godhania 
  •  
  • 28-29 Ottobre 2017 Mestre INCONTRO INTERNAZIONALE JEET KUNE DO sifu TOMMY GONG
  •  
  • 3-4 GIUGNO SERAK Corso istruttori con PENDEKAR VICTOR DE THOUARS a  Mestre//
     
    24-25 GIUGNO WARRIORS ESKRIMA CORSO ISTRUTTORI e SAYOC KALI a Palermo //
     
    LUGLIO ADDESTRAMENTO SPECIALE AL KNIFE FIGHTING SAYOC KALI tutti i week end //
     
    4- 7 AGOSTO SAMA SAMA Gruppo Italia //
     
    21-22 OTTOBRE JUN FAN JEET KUNE DO
    S.TOMMY GONG -S.PETER CHIN – S.GREG SMITH
    S.Peter CHIN è stato certificatoda Bruce Lee!!!!!
    A Mestre //
     
    NOVEBRE SIL AT PANGLIPOUR //
     
    11-12 NOVEMBRE
    WARRIORS ESKRIMA CORSO ISTRUTTORI & SAYOC KALI Corso Istruttori a Palermo //
     
    2- 3 DICEMBRE WARRIORS ESKRIMA CORSO ISTRUTTORI & SAYOC KALI Corso Istruttori
    a Mestre //
     
    2018
    CAMP IN INDONESIA con CECEP RIEF RAHMAN e ERIC KRUK: PANGLIPUR
    HARIMAU – CIMANDE

ROMANIA

AUSTRIA

PALERMO

PIEMONTE

COMO