Mestre 1-2 Dicembre 2017 Krishna Godhania

Pangulong Guru Krishna Godhania ritornerà a Mestre il 2-3 dicembre per il corso di Warriors Eakrima, il famoso stile del GM Abner Pasa, sintesi di svariate scuole di Arnis, che consente di imparare rapidamente oltre al combattimento disarmato (Panantukan, Pananjakma, Sikaran, Luyog, Dumog), anche un ampio arsenale di armi (coltello, spada, spada e daga, karambit, singolo bastone, doppio bastone, bastone lungo, tonfa, tomahawk, armi flessibili, frusta, lancio del coltello), in quanto l’insegnamento è focalizzato su principi e regole e non sulla memorizzazione di routine
Per maggiori info www.warriorseskrima.it
Come al solito tratteremo anche il SAYOC KALI di cui Pangulong Guru Krishna Godhania è responsabile europeo. Tale stile è diventato particolarmente famoso per l’abilità nell’utilizzo del coltello (cfr film Hunted e serie NCIS) e per aver diffuso per primo l’uso del tomahawk e del karambitwww.sayoc.it
Gli argomenti principali saranno:
Knife Fighting
The secret of Agaw and Trankada plus translations to the weapons
5 WAYS OF ATTACK WITH WEAPONS
Restiamo a disposizione

Summa Maxima
info@summamaxima.com
349-3232080

Andrea Torres

ANDREA TORRES

inizia la pratica delle Arti Marziali con il Wu Shu/Kung Fu  nel 1986, all’età di 10 anni, ma già con il mito di Bruce Lee nella mente.  Prosegue lo studio e l’attività in modo continuo ed incessante, specializzandosi anche nel King Fu Chinna (che significa afferrare e controllare) e nel Nan Shaolin (boxe da terra).  Sperimenta l’efficacia degli studi nelle Arti Marziali partecipando a diverse competizioni, ottenendo risultati di rilievo quali:

  • 1995 si classifica 2° ai campionati italiani di Sanda/Sanshou(combattimento libero tradizionale cinese) per la PWKA.
  • 1997 si classifica 3° agli stessi campionati.
  • 1999 e 2001 si classifica 1° ai campionati italiani di Sanda per la PWKA

Partecipa anche a competizioni free style per la WFC ottenendo alcune importanti vittori

Nel periodo 1994-1995 studia il JKD Concepts che però abbandona nel 1996 quando a Genova partecipa al primo stage in Italia di Sifu Ted Wong, organizzzato da Giuseppe Bordini (già editore di Bruce Lee Kung Fu Magazine).   Da allora ha seguito tutti gli appuntamenti italiani di Sifu Ted Wong (circa 2 all’anno) e dal 2006 al 2009 anche quelli organizzati in Olanda da Sifu James Teer Bek.

Nel 2007, grazie a Pierre Hartmann  incontra il primo allievo di Sijo Bruce Lee, Jesse Glover, che segue in alcuni appuntamenti.

Già nel 1998 Sifu Andrea Torres ha ottenuto il diploma di istruttore di Wushuper la FIWUK ed in seguito, dopo aver seguito corsi di formazione teorico pratica a Milano ottiene per Ente di Promozione titolo di istruttore in JKD e poi di Maestro e responsabile di settore.  E’ responsabile del settore di JKD anche per la WFC di Franco Scorrano

Nel maggio del 2008 ottiene il brevetto di Istruttore di Combat Hapkido (difesa personale e per forze dell’ordine) dall’International Combat Hapkido Federation,direttamente dal GMaster John Pellegrini.

Nel 2017 è protagonista nel avviare la JEET KUNE DO EUROPEAN BRANCHES, scuola che riferisce a Sifu Tommy Gong (braccio destro di Sifu Ted Wong) e Sifu Peter Chin, uno dei tre istruttori certificati in JKD direttamente da Bruce Lee.

 

 

Robin Vader

ROBIN VADER

è il fondatore della Dutch Jeet Kune Do e Jeet Kune Do Combat. È istruttore di Jeet Kune Do di seconda generazione. Capo istruttore di Jeet Kune Do Combat Nederland.
Ha lavorato per molti anni con Peter Aerts, Ernesto Hosot e Gilbert Yvel. Ha studiato le seguenti arti marziali: Judo, Wing Chun, Kuk Sool Won, Kenso Ryu Jujutsu, Sanda, Karate, Aikido e armi del Budo quali Nunchaku, Sai Bo e Balsong.  È stato per molti anni presidente della Fondazione olandese Bujutsu. Attualmente è nel consiglio di amministrazione della Fondazione Jeet Kune Do Netherlands.

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ROBIN VADER

is founder of Dutch Jeet Kune Do and Jeet Kune Do Combat. He is 2nd generation Jeet Kune Do instructor. Head instructor of Jeet Kune Do Combat Nederland.

Worked many years with Peter Aerts, Ernesto Hosot and Gilbert Yvel. He studied the following Martial Arts:  Judo, Wing Chun, Kuk Sool Won, Kenso Ryu Jujutsu, Sanda, Karate, Aikido and Budo weapons like: Nunchaku, Sai Bo, Balsong. He was many years the chairman of Dutch Bujutsu Foundation. Currently he is in the board of the Jeet Kune Do Netherlands Foundation. 

 

L’ETIMOLIGIA NELLE ARTI MARZIALI FILIPPINE

 

L’ETIMOLOGIA NELLE ARTI MARZIALI FILIPPINE
di Francesco Corradino

Quando un appassionato di arti marziali, si avvicina al mondo delle arti filippine, per prima cosa (che diciamola tutta, può capitare ogni volta che ci accostiamo a tutte le arti provenienti dal continente asiatico) con cui dobbiamo confrontarci sono le terminologie.
La differenza tra le Arti Filippine e il Kung Fu o il Karate, sta nel fatto  sostanzialmente in questo caso non abbiamo solo un problema di memorizzazione, ma anche di verifica della fonte.

Mi spiego meglio, imparare i nomi cinesi, è solo questione di memorizzazione, poi li stessi li ritroverete sia nella lingua parlata o in altri stili. Nelle arti marziali filippini, potrete imbattervi nella spiacevole circostanza che la stessa parola abbia significati differenti tra i vari stili filippini, molte volte, alcuni danno significati differenti.
Ecco perché molte volte diventa importante la fonte, per capire il significato da attribuire, ed ecco che questo articolo non vuole essere un semplice vocabolario sulle tecniche filippine, quello lo potete trovare semplicemente su un qualsiasi motore di ricerca, ma si vuol disquisire sulla provenienza del termine.
Iniziamo dalle tre parole che indentificano gli stili e cioè Arnis – Kali ed Eskrima, per molto tempo si è creduto che la sua diffusione del termine dipendeva dalle regioni in cui ti trovavi nelle Filippi ne, Eskrima al nord, Arnis al centro, Kali al sud.

In realtà si scoprì che non è esattamente così, cerchiamo di individuare le etimologie delle tre parole, partendo proprio dall’Eskrima:
La versione più accreditata attribuisce al termine Eskrima una filippizzazione del termine spagnolo esgrima, usato dagli spagnoli per distinguere le tecniche filippina di scherma. Alcuni  Maestri asseriscono che è usata per identificare quei sistemi monotematici, che usano un solo tipo di arma, a differenza della maggior parte degli altri stili che hanno invece molte arre di studio nel combattimento.

La versione più accreditata della parola Arnis colloca la sua derivazione nell’oggetto, ossia  “harnees de mano”, che è il nome del braccialetto conosciuto oggi come arnis de mano.  Tale oggetto è  usato per proteggere i polsi durante gli allenamenti con le armi.     Altri  invece asseriscono che l’Arnes, da cui deriva la parola, sia la veste usata dagli escrimatori per esibirsi in pubblico (come sapete quando le Filippine furono conquistate dagli spagnoli  venne proibito l’uso delle armi, per cui per molto tempo i filippini continuarono ad allenarsi simulando  forme teatrali).

Il termine Kali invece è quello più controverso, inizialmente si è creduto che nelle filippine, questo termine non esistesse, che fosse solo una occidentalizzazione dovuta all’esportazione del GM Dan Inosanto di tale Arte in tutto il mondo.  A supporto di tale considerazione si osservava che quando fu organizzato il primo torneo di Arti marziali Filippine, il termine usato fu Arnis e non Kali. Questa teoria fu subito smentita, quando si pote registrare il suo uso come termine di Arte Marziale, nel libro del 1954 di Placido Yamabao, che indicava l’etimologia dalla parola Kalis, come arma usata dagli antichi guerrieri .

Dan Inosanto nel suo libro definisce la parola Kali come la contrazione di due parole:  Lihok, letteralmente mano (o corpo) in movimento.
Recentemente, è uscito un nuovo documentario sulle Arti Marziali Filippine, dal titolo Kali means scrape (“Kali significa graffiare”), chissà non sia questo il vero significato della parola, invece di essere un titolo completamente figurativo.

Uno dei più grossi misconcetti, per non dire abusi, che possiamo trovare nelle FMA (useremo d’ora in poi per indicare le arti marziali filippine o l’Arnis- Kali- Eskrima) è l’uso della parola dumog, usata per ogni cosa tecnica a corta distanza.   In realtà dumog indica solamente la fase di close combat, cioè superficialmente lottare,  per cui  quando ad esempio applichiamo una leva  il termine kunsi è più inerente.   Dumog è l’equivalente di submission. Mentre le tecniche usate nella corta distanza, quali trapping e bloccaggi, vengono identificati con ipit e con walis, si indicano le spazzate mentre con buno le tecniche di spazzate
Le tecniche di lotta con le armi sono chiamate agaw, che è l’equivalente del nostro disarmo, mentre con warwok, si indica la restituzione dell’arma, mentre è ancora nelle mani dell’avversario.

In ogni corso che si rispetti la prima cosa che si insegneranno è la guardia (bantay), che può essere quella alta col bastone appoggiato sulla spalla (abierta ) o col bastone di fronte al petto, pronto ad essere usato di rovescio(serrada), il bastone probabilmente sarà il nostro primo compagno di viaggio, normalmente viene chiamato olisi, ma esistono tanti altri nomi, che dipendono dalle sue peculiarità: Baston,  pat pat, tukod, istik, pamalo, sika, ararog.
Dopo aver imparato gli attacchi base(cinquo tiros) potremmo addentrarci nella loro difesa(abecedario), probabilmente passeremo ad usare il doppio bastone e impareremo uno dei primi esercizi e cioè il sinawalli.

La traduzione di sinawalli, non è proprio così semplice, letteralmente significa sbandierare(ondulare), molti la traducono con armi incrociati, per indicare la peculiarità dell’esercizio.  Ad oggi tutti indicano con sinawalli qualsiasi esercizio con due bastoni, per cui ormai con sinawalli si intendono l’insieme delle tecniche col doppio bastone.

Dopo le tecniche, si potrebbe iniziare a studiare esercizi inerenti la fluidità, che è la peculiarità degli stili filippini.    Uno dei primi esercizi che si insegna è l’hubad lubud, letteralmente legare slegare, dove potremmo iniziare ad inserire le varie tecniche di colpi quali: siko (gomiti), tuhod (ginocchia), sipa (calci) songab(colpi di dita), gunting (colpi agli arti con un movimento a forbice) etc etc…

Un altro esercizio che insegna la fluidità è la sumbrada, che molti e traducono ombra (shanino), forse per via della somiglianza della parola con sombrero.   In realtà ormai la traduzione assodata è “contra to contra”, cioè ribattere colpo su colpo, rispondere ad ogni colpo, per far capire l’utilità dell’esercizio.  Molti identificano con sumbrada  il primo colpo di questa serie di tecniche (roof block = blocco tetto, parata con bastone obliquo sopra la testa a parare u fendente dall’allto al basso ) mentre la traduzione letterale del termine è più probabilmente  “saltare il fosso, rischiare”.