Wing Chun con Sifu Marcello Senes

Summa Maxima è anche Wing Chun ….. e ai massimi livelli, con la discendenza diretta del GGM Ip Man. L’erede designato dei figli del GGM Ip Man, Gm Ip Chun (94 anni) e Gm Ip Chin (86 anni) è il GM Samuel Kwok, ambasciatore internazionale da qualche decennio del più puro Wing Chun, così come è stato codificato dal GGM Ip Man.  GM Samuel Kwok è anche stato nostro indimenticabile e prestigioso ospite al MARTIAL HERO 2018, in cui oltre a dare grande prova delle Sue eccezionali capacità di insegnate, ha contribuito in modo significativo al successo dell’evento.  Il nostro socio fondatore Si-Fu Marcello Senes, è erede diretto del GM Samuel Kwok,  con il quale ha completato un minuzioso studio del Wing Chun ed ha ottenuto l’ingresso nella Sua Famiglia, l’assegnazione del Suo cognome (il nome cinese di Si-Fu Marcello Senes è infatti Kwok Ming Kong 郭明剛) e l’iscrizione come Si-Fu erede del suo lignaggio presso la VTA, il massimo organismo internazionale per il Wing Chun, con sede ad Hong Kong.

Al fine di adoperarsi per una migliore diffusione del Wing Chun nel nostro Paese il 2 dicembre a Milano Si-Fu Senes ha tenuto a Milano l’appuntamento annuale del raduno Istruttori e Assistenti Istruttori della della Samuel Kwok Wing Chun Martial Art Association Italia, di cui appunto Si-Fu Marcello Senes ne è Direttore Tecnico Nazionale-

 

Per partecipare ai corsi di formazione sono necessari particolari requisiti, in quanto la scelta dei candidati avviene dopo un’attenta selezione, che si perfeziona non solo nella verifica diretta della motivazione e della predisposizione del candidato all’apprendimento tecnico del sistema, ma anche nella valutazione delle capacità del candidato di riuscire a trasmettere l’arte preservando gli alti standard della Scuola del GM Kwok.

La formazione di Istruttori ed Istruttrici qualificati nella Samuel Kwok Wing Chun Martial Art Association Italia è un compito molto impegnativo. Selezionare le giuste persone, soprattutto in base alle doti caratteriali e mentali, è alla base della filosofia della Samuel Kwok Wing Chun Martial Art Association Italia.  Si-Fu Senes ritiene infatti che, se l’esperienza tecnica può sempre migliorare grazie al tempo ed alla pratica, non necessariamente altrettanto può avvenire per l’animo della persona, che deve quindi rivelarsi appropriato sin dall’inizio.

La certificazione all’insegnamento viene rilasciata in seguito ad una formazione continuativa composta da esami tenuti sotto la Commissione della SKWCMAA ITALIA presso la Sede Nazionale.

La durata della preparazione necessaria allo studente per accedere all’esame è sempre a discrezione insindacabile del suo Si-Fu.

Insegnare significa saper fornire chiari, idonei ed efficaci strumenti per la difesa personale, materia assai sensibile e delicata, i cui tempi di ricezione da parte dei candidati sono assolutamente soggettivi e differenti per i vari candidati. Non è certo una gara a chi arriva prima, ma piuttosto una crescita individuale favorita e rafforzata dalle dinamiche di gruppo e soprattutto dai programmi tecnici consolidati della Samuel Kwok Wing Chun Martial Art Association Italia

HARIMAU SILAT: Intervista a Guru Erik Kruk

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Nell’ampio panorama dei Maestri di Silat apparsi negli Stati Uniti ad inizio secolo, sicuramente merita una menzione particolare Guru Erik Kruk  (già definito da alcune riviste specializzate “la gemma nascosta del Silat statunitense”)

Il suo approccio al Silat ed in particolare allo stile Harimau non è convenzionale, pur traendo origine dalla sua forma più tradizionale, studiata a lungo in Indonesia.

Caratteristica peculiare dell’Harimau di Guru EriC Kruk è la tremenda efficacia nel Close Combat e l’abbandono di ogni fronzolo legato alla tradizione.  In sintesi uno stile di Close Combat potente, tremendamente efficace ed aggressivo, votato all’attacco e al creare il panico nell’avversario sin dall’inizio, attraverso azioni non convenzionali portate al massimo della velocità ed efficienza di movimento. Ma lo stile è anche un gioco fine di strategie, dove però il combattimento a terra, tipico degli stili tradizionali è utilizzato solo per il breve tempo di sorprendere l’avversario e finalizzarlo.

 

Riportiamo il seguente articolo nella forma di intervista, avvenuta in più occasioni

 

Guru Kruk quali sono a suo avviso le caratteristiche principali per essere un buon studente:

G.E.K.: l’umiltà, la dedizione e la capacità di sacrificio

Non importa se si è Grandi Maestri o grandi industriali, il primo atteggiamento mentale deve essere quello dell’umiltà con tutti. La dedizione è ciò che consente grandi progressi , infatti nulla può essere acquisito in poco tempo e ciò richiede anche sacrificio, perché allenarsi ai nostri giorni spesso non è facile e comunque l’Harimau richiede grande impegno fisico e capacità anche di accettare il dolore fisico.

 

Come ha iniziato la pratica delle Arti Marziali

G.E.K.:  ho iniziato in Arizona, a Phoenix, studiando WING CHUNG KUNF FU per un anno, poi ho studiato con Sifu Paul Marrero WU-WEI GUNG FU,  il JKD, il KALI e il MANDE MUDA PENKAT SILAT per circa 6 anni. La passione per il Silat mi ha spinto a trasferirmi in Indonesia, dove grazie a mio moglie (Mia Kruk, riferisce alla Fam Reale) sono stato introdotto all’HARIMAU scuola BARINGIN SAKTI PENKAT SILAT

 

Per quale ragione ha scelto il  BARINGIN SAKTI PENKAT SILAT

G.E.K.:  mi ero recato in Indonesia per studiare il Mande Muda, dato che ero rimasto affascinato da Guru Herman Swanda conosciuto negli Usa grazie al mio Maestro Paul Marrero, ma poi sono rimasto estasiato dall’approccio realistico e dall’efficacia del Harimau Baringin Sakti, stile capace di adattarsi a qualsiasi aggressore

 

Quali sono le caratteristiche dello stile?

G.E.K.:  Lo stile è basato su movimenti istintivi, ma impostati su tecniche precise, che prevedono

diversi metodi di attacco, che comprendono ginocchiate, colpi inferti con il palmo della mano, calci e manipolazioni cervicali, caratteristiche del sistema.  Gli attacchi sono inflitti con tanta velocità e ferocia da lasciare nell’impossibilità di reagire l’aggressore.

Un esperto di Harimau può velocemente lottare a terra, rialzarsi e cambiare posizione per confondere quelli che lo attaccano.

 

La polemica sta  rovinando le Arti Marziali?

G.E.K.:  ci saranno sempre i polemici nelle Arti Marzili e possono probabilmente arrecare disturbo in vari modi. Comunque chiunque mi conosce sa che non  ho tempo per polemiche e gossip Suppongo che alcune persone hanno più tempo di altre per questi futili discorsi.

Le arti marziali ci sono sono state tramandate nella speranza che restassimo umili e per la possibilità di crescere come esseri umani in tutti gli aspetti della vita

Ritengo sia molto importante per un insegnante non farsi coinvolgere nelle discussioni polemiche, occuparsi dei propri affari, concentrarsi sull’addestramento e trasmettere la propria conoscenza.

Molti di noi oggi non sarebbero dove sono senza l’aiuto di altre persone, ma le persone tendono a dimenticarlo con il tempo e ci saranno sempre gelosi o invidiosi degli altri

Personalmente preferisco guardare oltre e dare per primo l’esempio, in modo tale che le persone possano imparare dalle mie azioni e non dalle mie parole

 

Ha mai usato il suo stile nella vita per difendersi o per lavoro?

G.E.K.: Ho svolto attività di bodyguard e controllo di alcune attività sensibili in Indonesia, che mi hanno portato spesso ad utilizzare quanto appreso nel combattimento.  Nel periodo in Indonesia ho anche addestrato i     , corpi speciali Indonesiani che si addestrano nella Jungla.   Nella mia vita privata, ma ormai molti anni fa, ho avuto modo di utilizzare l’Harimau e verificarne l’indubbia efficacia nel sorprendere ed annientare anche più avversari

 

Cosa pensa delle armi da taglio, Lei insegna anche tali armi?

G.E.K.:Ho codificato uno stile a parte che ho chiamato South West Knife Tactical Systems che si occupa proprio dell’utilizzo delle lame, strumento che mi ha sempre affascinato.  In tale sistema, che trae origine dalla mia esperienza personale nel combattimento, ho unito l’utilizzo delle lame dell’Harimau con i principi appresi in alcuni stili di Arnis e la conoscenza di alcuni sistemi di coltello più tipicamente statunitensi.

 

Data la Sua esperienza in contesti di rischio reali il suo approccio considera anche l’utilizzo delle armi da fuoco?

G.E.K.: nello stato in cui vivo, Arizona, il porto delle armi è ampiamente consentito e dato anche le attività che ho svolto nel passato mi sono appassionato anche di tale settore, per cui ho maturato ampia esperienza nell’utilizzo delle più diverse armi da fuoco, dalle pistole alle armi a ripetizione. Mi alleno in poligoni speciali e spesso nelle zone desertiche del mio paese con esperti del settore.

Certamente il mio approccio reale al combattimento considera quindi anche le armi da fuoco e per questo ad esempio con il coltello assumiamo determinate guardie e posture e consideriamo spesso il coltello un’arma di backup, ma di grande rispetto

 

Ritiene che ai giorni nostri sia importante apprendere un buon sistema di difesa personale e che alcuni allievi si avvicinino alla sua Scuola per questo?

G.E.K.:  Da sempre la conoscenza di un buon sistema di difesa personale è a mio avviso importante ed è evidente che le situazioni di pericolo che si possono verificare sono ampie e spesso non controllabili anche ai giorni nostri.  Certo il tipo di rischio varia molta a seconda del contesto sociale e della nazione a cui si fa riferimento.  In Italia ad esempio non vi è la diffusione delle armi da fuoco che vi è nel mio paese, per cui la conoscenza di sistemi che prevedono l’utilizzo delle  sole armi del corpo umano e al limite di armi da taglio e percussione ha maggior rilevanza.  Comunque certamente molte persone sia nel mio Paese che all’estero sentono l’esigenza di imparare a difendersi in modo efficace e come insegnate di un sistema forgiato nel combattimento reale, reputo necessario indirizzare tali persone verso non solo verso solido stile tecnico come l’Harimau ma anche capace di creare la giusta mentalità e abilità a reagire alle aggressioni, lo studente infatti deve in primis acquisire l’abilità di non aver paura di fronte un‘aggressione e  agire in modo reattivo.

Con il tempo gli studenti acquisiscono tale filosofia e predisposizione mentale e quindi attraverso l’addestramento imparano a gestire diverse situazioni.

Per mia esperienza l’istinto naturale e le abilità affinate, sono elementi inscindibili che consentono di sopravvivere ad uno scontro reale, non la teoria

Diversi allievi si avvicinano alla mia Scuola comunque semplicemente perchè affascinati dallo stile e dall’efficacia in combattimento dell’Harimau Baringin Sakti

 

Lei è favorevole allo studio anche di altri Sistemi o richiede che i suoi studenti rimangano votati solo all’Harimau?

G.E.K.:  Quello che richiedo è umiltà, impegno e rispetto e  ritengo invece che lo studio di altre discipline possa arricchire.  Anche io nel passato ho praticato diverse altre Arti Marziali,

prima di approdare al BARINGIN SAKTI PENKAT SILAT e  applico tuttora diversi

concetti degli stili studiati, tuttavia ritengo che gli studenti debbano avere un solido back ground

prima di confrontarsi con altri stili.  Il problema è che al giorno d’oggi spesso gli studenti saltano da

un sistema all’altro, senza avere la pazienza di apprendere uno stile a fondo.

 

Che ruolo ha l’Harimau nella sua vita quotidiana?

G.E.K.:  l’Harimau gioca un ruolo importante nella mia vita. Principalmente mi ha insegnato ad essere un guerriero silenzioso. Faccio la vita di tutti i giorni lavorando e prendendomi cura della mia famiglia e allenandomi.  Quando devo usare le mie conoscenze vengono però fuori naturalmente, non ho bisogno di pensarci e questo per il lavoro svolto in molti anni di duro allenamento e studio. Il tempo e la costanza e la pazienza forgiano il guerriero.

Lo stile Harimau mi ha insegnato ad essere umile a supportare gli altri oltre e mi ha offerto

la possibilità di sostenere con attività filantropiche alcune associazoni Indonesiane che si occupano di aiutare i bisognosi.

L’addestramento mi ha inoltre dato consapevolezza dell’ambiente e delle persone che mi circondano.  Osservare attentamente i gruppi di persone e decifrare le loro intenzioni o le loro caratteristiche è diventata un’attività spontanea e naturale, ma ritengo assai utile nel mondo odierno così violento

 

Quanto è importante il Silat per gli Indonesiani?

G.E.K:  Il Penkat Silat ha un ruolo molto importante nella comunità indonesiana.

Il Silat, assieme alla musica, la danza e la cultura tradizionale, costituisce un aspetto fondamentale della vita degli  indonesiani, divenendo qualcosa in più di un’ arte marziale.

Il Silat è praticato in Indonesia da centinaia di anni ed è stato usato dagli indonesiani per difendersi durante le varie invasioni straniere.   Al giorno d’oggi è comune per i bambini delle scuole elementari praticare il Silat nelle aule scolastiche e comunque è anche usato come divertimento nei villaggi dove le persone non possiedono radio o televisioni. Molti appassionati viaggiano da tutte le provincia per assistere alle dimostrazioni dei maestri e di Silat.

Il Silat, trasmesso di generazione in generazione, ha dato grande onore al popolo indonesiano.

 

Consiglia di recarsi in Indonesia per studiare il Silat?

G.E.K:  Per uno straniero è molto difficile approcciare in Indonesia un insegnate di Silat, spesso l’arte più autentica viene mantenuta per tradizione all’interno di gruppi ristretti e agli occidentali viene presentata solo l’espressione più esteriore, quella legata a posizioni e forme.   Io sono stato molto fortunato, perchè mia moglie, indonesiana, era già introdotta su certi ambienti.

Comunque consiglio a tutti un viaggio in Indonesia, per capire la cultura, il carattere e la gentilezza di un popolo così speciale.   Ogni tanto organizzo in Indonesia dei viaggi di studio con pochi studenti fidati e a loro dico sempre “tornati a casa non saranno più le stesse persone”.

 

Percè il BARINGIN SAKTI PENKAT SILAT  è un’Arte Marziale cosi efficace?

G.E.K.: La semplicità è probabilmente l’elemento che rende così efficace il BARINGIN SAKTI

PENKAT SILAT.  Pilastri di tale efficacia a mio avviso sono:

– allenamento costante su poche tecniche semplici ma efficaci

– attenzione al footwork, per allenarsi ad uscire dagli attacchi dell’avversario o penetrarne velocemente la guardia

– concentrazione costante all’attacco e allenamenti speciali nell’abbattere la guardia dell’avversario

–  abilità di cambiare i livelli di attacco

– utilizzo di tecniche e strategie non convenzionali

–  potenza dei colpi ed estrema efficacia delle tecniche nell’annientare l’avversario

– abilità di gestire anche il combattimento a terra

–  costruzione nell’allievo di una predisposizione mentale all’attacco

Il controllo del  respiro e il rilassamento muscolare e mentale sono consentono agli studenti di muoversi e colpire con grande velocità e potenza, di portare a terra l’avversario e a non andare in

panico quando sono attaccati. Questo sistema è nato per affrontare aggressioni

multiple.

Come Maestro di BARINGIN SAKTI PENKAT SILAT devo insegnare onestamente alle persone la brutale efficacia del sistema, anche in un contesto di combattimento reale o da strada in cui ho acquisito ampio esperienza.

 

Nell’Harimau Baringin Sakti si studiano molte forme?

G.E.K.:  nell’Harimau che insegno non ci sono forme o Jurus, tutto deve essere infatti libero di fluire a seconda dell’avversario e dei suoi movimenti. L’attenzione è data all’allenamento costante di tecniche base con i principi che ho menzionato, anche seguendo delle semplici routine.

 

Come è possibile apprendere l’Harimau Baringin Sakti

G.E.K.:  Ho un programma organizzato in moduli, per cui ben strutturato, ma gli allievi devono studiare diversi anni per acquisirli pienamente.  Non è semplicemente un programma mnemonico, l’obbiettivo è infatti formare dei combattenti in contesti reali.

Insegno anche privatamente nella mia palestra in Arizona e comunque tengo nell’anno diversi seminari negli States per formare gli studenti nell’arte dell’Harimau e diffondere la cultura indonesiana.

Ho anche una base in Europa, in Italia, nella magnifica Venezia, dove ho avviato molti anni fa un corso istruttori.  L’anno scorso il corso è stato completato da tre studenti, all’ inizio erano in 20, ma confido che altri si aggiungano nel futuro. Ad ogni modo  chi è interessato all’Harimau può contattarmi direttamente o fare riferimento a Guru Marco Bellani (Summa Maxima Warriors Art), che tra l’alto mi ha anche accompagnato in Indonesia e so che sta organizzando in proposito un nuovo gruppo.

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