Combatives SOFTAIR

Il nostro interesse per il Softair nasce dall’esigenza di allenare in modo sicuro e pratico quanto studiato nel settore COMBATIVES di Summa Maxima a proposito delle Armi da Fuoco e delle tecniche Operative.
Il lavoro con le armi da fuoco vere, in poligono e con i diversi simulatori  ovviamente rimane essenziale e necessario
, ma la pratica con adeguate attrezzature da sofair consente di verificare più facilmente l’efficacia di molte strategie e tattiche (in particolare in ambiente indoor)  e sviluppare attributi specifici importanti in campo operativo.

Per tali ragioni le nostre preferenze sono per armi “full metal”, dal peso simile a quello reale, corrette sicure e abbatti cane, con scarrellamento adeguato e caricatori limitati, in modo tale da allenare le manovre di riarmo e avere precisa cognizione del numero limitato dei colpi.

L’equipaggiamento deve consentire di simulare in modo pregnante i diversi scenari operativi, per cui varia a seconda dei casi simulati. Certamente è importante disporre di corretti abbigliamenti/divise, buffetteria, foderi e porta caricatori, le cui preferenze ovviamente cambiano a seconda del contesto simulato, che può includere anche quanto di uso quotidiano e ambienti “normali”.

La pratica include “regole” particolari  nel caso in cui si venga colpiti nelle diverse zone del corpo o nel caso in cui lo sia un compagno o un avversario, non limitandosi l’azione al semplice colpire “il nemico”, ma avendo come chiaro obbiettivo gestire la situazione nel suo complesso nel modo più simile al reale.

Le specifiche finalità e obbiettivi perseguiti determinano tal volta la simulazione di scenari inusuali per la consueta pratica del Softair, anche se certamente ogni esperto di softair impiegherà poco tempo a trovare la giusta confidenza e ne ricaverà utili informazioni e motivo di ispirazione.

Le macro categorie su cui dividiamo la nostra pratica sono fondamentalmente quattro:
Scenario Militare
Scenario per Forze dell’Ordine
Protezione persone
Ambientazione quotidiana/civile

È interessante osservare che in una pratica avanzata nei vari case study vengono incluse anche le tecniche apprese negli altri settori di Summa Maxima, non solo quindi il Combativers, ma anche le Arti Marziali, la conoscenza del combattimento armato e con oggetti occasionali, il Warrior Conditioning (mente e corpo) ed il Survivall .

Ci assistono nella pratica e nella “costruzione di adeguati e credibiliesperti di primo piano nazionali (nostri soci e rappresentanti) ed internazionali nel combattimento con armi, di provenienza Militare, Forze dell’Ordine o Corpi Speciali/Unità di Pronto Intervento.

Grazie agli amici esperti di Softair che abbiamo conosciuto abbiamo ricavato  importanti motivi di riflessione nello sviluppo  di un valido e “realistico” modo di allenare il settore Armi da Fuoco e a nostra volta riteniamo di aver offerto nuovi stimoli e conoscenze in ambito operativo, la cui finalità ultima è quella di fare “Summa Maxima” , ossia crescere assieme mettendo a fattor comune nel miglior modo possibile le conoscenze reciproche.

Di positivo va segnalato che l’approccio Softair consente di avvicinare, (appunto) in modo  “soft” e progressivo, alle Armi da Fuoco anche l’esperto di Arti Marziali che magari per tradizione non ha mai affrontato l’argomento, ma che alla fine giustamente ne percepisce l’utilità a completamento del percorso di Studio.

Crediamo allaforte  sinergia che può svilupparsi tra gli ambienti SoftAir e le Arti Marziali Tradizionali, in cui probabilmente il Combatives (o Close Combat) è l’anello di congiunzione, dato che calato nel reale considera tanto il combattimento armato che quello disarmato.

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