KARAMBIT

Il karambit è il tipico coltello con lama ricurva con anello alla fine dell’impugnatura sviluppato in Indonesia e divenuto di uso comune in svariati stili di SILAT e poi più recentemente “adottato” da alcuni stili di Kali Filippino ed infine nel nuovo secolo divenuta arma di uso diffuso nel Close Combat, specie nella versione folder ad apertura cinetica.   In Summa Maxima lo studio del Karambit è studiato nelle diverse discipline di Kali, di Silat, di Knife Fighting, tuttavia, dato l’interesse crescente per tale arma abbiamo voluto prepararne un nostro programma distinto, quale sintesi delle varie scuole e dei nostri studi con taglio pratico e tattico.

Preciso che la lama ricurva è tipica di molte culture, anche la nostra, la roncoletta (si veda COLTELLO ITALIANO) e quindi ciò che forse più la ha tipicizzata è l’anello nella parte finale dell’impugnatura. Anche nelle Filippine la Maestra Edessa Ramos (TnT) ci ha raccontato che veniva usato nei campi uno strumento assai simile, sempre a lama ricurva, solo che l’anello era costituito da un lacciolo infilato in un foro situato alla fine dell’impugnatura.   Tale arma si chiamava Sangut e il nostro Gm Bram Frank ha aiutato M°Edessa a disegnare una versione utile per il CQC denominata Desangut  (“De” da  EDEssa), di cui abbiamo curato la produzione e a cui al lacciolo è stato sostituito un anello in metallo, rendendolo alla fine assai simile al Karambit, ma potenziato nelle funzionalità.  Per tale arma è stato predisposto nel TnT e nel Combat Modern Arnis un programma specifico di rapida assimilazione  che costituisce anche parte del nostro programma.

Il Karambit ha trovato comunque massima espressione nel Silat HARIMAU (tigre in indonesiano), in quanto tale arma è stata ispirata proprio dall’artiglio della tigre. Le tattiche adottate dall’Harimau sono molto particolari e traggono vantaggio da strategie di spostamento inusuali, tal volta con discese a terra, che sorprendono l’avversario. Nella scuola Harimau Baringn Sakti altro elemento tipico è l’utilizzo della mano non armata in modo particolarmente percussivo, che comunque si abbina molto bene alle modalità di utilizzo del Karambit acquisite dalle scuole Kali  blade oriented  SAYOC KALI e WARRIORS ESKRIMA, in cui vi sono tecniche e moduli specificatamente dedicati, da cui il presente programma ha tratto gran vantaggio.

Le diversità nelle caratteristiche dell’arma ne determinano anche modi diversi di utilizzo e un caso emblematico da noi studiato e approfondito è quello del Karambit codisegnato con Pendekar VICTOR DE THOUARS, colui che più di ogni altro ha codificato e diffuso il Silat  SERAK, aiutando notevolmente la diffusione delle Arti Marziali Indonesiane in occidente.  Tale Karambit  sarà oggetto di una nostra specifica produzione, particolarmente adatta a scopi tattici, quale strumento utile ma anche arma efficacissima in caso di necessità. La porzione riservata alla lama è particolarmente corta, tale da  non dover essere considerata di per se arma, ma le tecniche sviluppate da Pendekar e da noi adottate sono a nostro avviso eccezionali nella difesa personale e nel controllo progressivo dell’utilizzo della forza,  elemento per noi fondamentale.  E’ infatti per noi errato insegnare a prescindere ad uccidere, quando si può annientare probabilmente ancor più efficacemente ed efficientemente l’avversario senza togliergli la vita.  Una buona conoscenza dell’anatomia umana e dei target è ovviamente alla base del nostro sistema del karambit.

Si trae vantaggio dall’utilizzo dell’anello del karambit, nelle due posizioni, punta verso l’alto (mignolo nell’anello) o punta verso il basso (indice nell’anello) , tuttavia non se ne vuole essere vincolati, per cui nel nostro sistema il Karambit è impugnato in diverse modalità, in modo tale da trarre vantaggio da ogni posizione.  Come scritto anche a proposito del nostro sistema di combattimento con il coltello (SMKF)  riteniamo che il grip (impugnatura) debba essere fluida e non rigida.  Quanto acquisito nel tempo nel combattimento del coltello ovviamente  è stato di grande utilità nel fissare il nostro programma specificatamente dedicato al karambit.

Per analogia insegnamo come traslare le tecniche acquisite con il karambit ad altre armi simili a lama ricurva quale la roncola e soprattutto il Pananatukan Karambit  e il Sunkite.   Il Panantukan Karambit è anche denominato artiglio dell’aquila ed ha lama ricurva come il karambit (generalmente più corta), ma anello al centro, tra lama ed impugnatura e si adatta perfettamente alla boxe filippina, da cui il nome assegnatole.  Il suo successo deriva dal facile modo di utilizzarle ed occultarle, in quanto l’anello rende non necessarie grandi impugnature e la lama è corta, come l’artiglio dell’aquila.   Tale arma viene utilizzata in diversi stili di Silat ma anche le scuole del Sayoc Kali e Warriors Eskrima ne dedicano ampia trattazione, da cui ne abbiamo tratto vantaggio.  Singolare è anche il Sunkite, sviluppato sin dalla giovane età da Pamana Tuhon Chriss Sayoc (fondatore del Sayoc KALI), che unisce le caratteristiche del karambit a quelle di un coltello  (e di tale arma ne proponiamo una nostra versione ulteriormente potenziata).

Nello studio del KARAMBIT affrontiamo anche quello della versione più pratica, quella folder (ossia apribile) e di questa ne insegnamo i migliori sistemi per il porto, estrazione sotto pressione e utilizzo efficacie dell’arma mantenendo la lama in posizione di sicurezza

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